martedì, 16 Luglio , 2024
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L’avventura americana di Elena Verticchio, giovane promessa dell’Olgiata Golf Club

Proseguono le interviste de Il Circolo del Golf con le vincitrici del Campionato Nazionale Assoluto Femminile a Squadre, da noi soprannominate le “Fantastiche 4”. Dopo Maria Vittoria Corbi (leggi qui l’intervista) e Francesca Fiorellini, è la volta di Elena Verticchio, un’altra giovane atleta cresciuta all’Olgiata Golf Club. Studentessa in Florida, dove sta frequentando un master in Business Administration, ci ha reso partecipi dei suoi sogni, delle sfide che sta affrontando e delle sue personali scelte, capaci di forgiare una straordinaria ragazza appassionata di golf in una donna caparbia, immensamente grata – e mai abbastanza sazia – di girare il mondo grazie al golf: “Una cosa incredibile!”, come lei stessa ci rivelerà.

L’intervista a Elena Verticchio

Elena, quando è iniziata la tua avventura americana?

Sono in America da sei anni. Avevo 19 anni quando è iniziata la mia avventura alla University of Maryland, dove ho frequentato per quattro anni il corso di Business School and Marketing. Ora sono in Florida, vicino Tampa, per frequentare un master biennale in Business Administration. Mi laureo a maggio 2024. Devo dire che la Florida è ideale per giocare a golf, c’è il sole tutto l’anno!

Pensi di rientrare in Italia alla fine degli studi?

Sono molto abituata a vivere qui, mi piace, ma devo dire che non ho ancora preso una decisione per il futuro…

Il master che frequento mi dà la possibilità di ottenere un visto per restare un altro anno in America dopo la fine degli studi, e poter fare quindi un’esperienza lavorativa qui. Vorrei approfittarne, anche per capire se la professione golfistica è la mia scelta definitiva.

Come è nata la tua passione per il golf?

E’ stata mia madre ad introdurmi al gioco del golf quando ero molto piccola. Lei è bresciana e ha iniziato a giocare a golf a 21 anni. Si è appassionata talmente tanto a questo sport che, quando ha conosciuto mio padre e si è trasferita a Roma, ha deciso di lasciare il suo posto di lavoro in banca per diventare maestra di golf.

Dall’età di 10 anni ho iniziato anche io a prendere il golf sempre più seriamente, e me ne sono innamorata un po’ alla volta. Giocavo al Parco de’ Medici, dove ho conosciuto il mio primo maestro, Fabio Forlano, una persona che ha avuto un posto di primo piano nel mio percorso golfistico.

Fino al secondo anno del liceo ho giocato anche a pallavolo, ma poi sono arrivata a un punto in cui ho dovuto scegliere, perché non riuscivo a portare avanti i due sport contemporaneamente ad un livello alto, le giornate di gara non erano compatibili. Nel momento in cui ho scelto che il golf sarebbe stata la mia strada, ho cambiato circolo e mi sono iscritta all’Olgiata Golf Club che è diventato la mia casa, e lo è da tanti anni ormai!

Ho trovato un’atmosfera molto diversa qui, con tanti giovani. Daniele Bagliano è stato il maestro che mi ha seguito nei primi anni all’Olgiata, mi ha aiutato tantissimo con il gioco e la preparazione, ho fatto tante gare con il suo supporto. Poi tre anni fa ho cambiato maestro e mi sono affidata a Carlo Basciu, una persona molto simpatica e competente. Sono molto affezionata a tutti i maestri dell’Olgiata, anche ad Alessandro Trillini, che mi ha visto crescere.

Elena Verticchio sul campo

Che rapporto hai con le ragazze con le quali hai vinto il Campionato Nazionale a Squadre?

Maria Vittoria (Corbi, ndr.) è la mia migliore amica da tantissimi anni, praticamente è mia sorella! Anche con Francesca (Fiorellini, ndr.) e Giulia (Foresta, ndr.) siamo molto amiche.

Com’è stata questa esperienza?

E’ stato bellissimo tornare a disputare i Campionati a Squadre perché negli ultimi quattro anni non avevo potuto partecipare a causa di altre gare in America. Giocare con le mie tre compagne di squadra, e sentire il calore del circolo dell’Olgiata a distanza, è stata un’emozione fortissima, ci hanno inviato tantissimi messaggi di supporto.

Alessandro Trillini ci ha guidate fino alla vittoria, è stato molto preziosa la sua presenza. Io, Francesca, Maria Vittoria e Giulia, oltretutto, condividevamo un appartamento quindi ci siamo divertite tantissimo!

Dopo la vittoria, è stata organizzata una splendida cena al circolo dell’Olgiata con la commissione sportiva, il presidente, i maestri. E’ stata un’emozione davvero grande portare un titolo nazionale per il circolo.

Hai in programma qualche gara in Italia nei prossimi mesi?

No, perché in America siamo sempre in season e gareggiamo per il team dell’università, quindi fino a Natale non potrò tornare a casa. E non vedo l’ora di farlo, perché dopo tre/quattro mesi si inizia a sentire la mancanza della famiglia, del circolo e degli amici!

In America ci sono molti più golfisti rispetto all’Italia, si sente tanto la competizione?

Sì, ci sono tantissimi giocatori, anche giovani. Quindi la competizione è alta, ma c’è anche tanto supporto, perché al college per esempio, nel mio team, ci aiutiamo molto tra noi ragazze ed è molto stimolante il lavoro di gruppo, anche con la coach. Quest’anno siamo dieci giocatrici e prima di ogni gara facciamo le qualifiche. I campi, soprattutto in Florida, sono davvero stupendi e sempre in ottime condizioni grazie al meteo favorevole: sono più lunghi rispetto ai campi da golf che abbiamo in Italia, e i green sono molto veloci e difficili, quindi imparare a puttare qui è un’ottima scuola!

Qual è la tua routine quotidiana?

Ho classi il pomeriggio in business administration, ed ogni giorno mi alleno anche a golf, insieme alla coach o con le altre ragazze. Circa tre volte a settimana facciamo 18 buche, e negli altri giorni giochiamo due/tre ore. In America si pratica tantissimo sul putting green, c’è molto meno gioco lungo rispetto all’Italia. Il campo della nostra università ha 36 buche, quindi abbiamo due campi diversi sui quali allenarci.

Cosa ti ha dato in più il golf rispetto ad altri sport che hai praticato?

Mi ha permesso di viaggiare molto. Tutte le persone importanti della mia vita le ho conosciute grazie al golf. Inoltre la cosa più bella di questo sport è che ti pone sempre davanti a una challenge, ogni giorno impari qualcosa di nuovo, c’è sempre “quel” brivido quando sei in campo… E poi, quando trovo il colpo perfetto… beh, non ho mai provato un’emozione simile praticando altri sport!

Elena Verticchio durante una gara

Tra quelle disputate fino ad oggi, qual è stata la gara che porti nel cuore?

Ero appena arrivata in America e in Texas ho disputato la prima gara che mi ha fatto sentire parte di un team, ho sentito molta unità, una bellissima emozione. Sono stata forte mentalmente, e questa forza mi ha portato ad avere un grande risultato! Un’altra gara che ho nel cuore l’ho giocata nel 2017 con la Nazionale Italiana in Giappone, a Nagoya, per la Toyota World Junior Cup: il fatto che il golf mi abbia portata fino in Giappone è stato qualcosa di incredibile!

Siamo arrivate terze, ottenendo un bronzo, quindi un risultato non eccezionale, ma il golf mi ha portato dall’altra parte del mondo, e questo vale tutto… Molti giocatori che ora sono sul Tour hanno disputato quella gara, mi sento ancora onorata di avervi partecipato.

Tra qualche giorno inizia la tanto attesa Ryder Cup, che clima si respira in America? Oltretutto Francesca Fiorellini farà parte del Team Europe della Junior Ryder Cup…

Francesca l’ho vista crescere, per me è un idolo! Tutto quello che fa con il golf è incredibile. Dico sempre che è una piccola macchina del golf e ritengo che nessuna persona meriti più di lei la partecipazione a questa Junior Ryder Cup.

Sarà divertente seguire tutte le giornate di torneo con i miei amici americani, anche il mio fidanzato è americano. Io tiferò Europa, loro America… speriamo di non litigare per la Ryder Cup!!

C’è qualcosa in particolare che ti dà forza nelle sfide che ti trovi ad affrontare?

Vorrei ringraziare la mia famiglia, che mi ha sempre supportato. Inizialmente mio papà non voleva che mi trasferissi in America, e mia madre però lo ha convinto ad accompagnarmi per capire se realmente avessi voluto iscrivermi in un college americano anziché restare in Italia. Ebbene, di ritorno a Roma, abbiamo fatto scalo a Londra, e qui mio padre – che aveva già capito che non c’era alcun dubbio sulla scelta, perché entrambe le due università che avevamo visitato offrivano tanto di più per il golf rispetto a quelle italiane – mi ha detto: “Quale tra le due??!”.

Anche se non è più con noi, mio papà sarà sempre un supporto per me. Mia madre, dalla sua, mi ha sempre incoraggiato senza farmi pressioni, e di questo la ringrazierò sempre. Sento profondamente che questo sport è un qualcosa che mi lega moltissimo ai miei genitori. E’ una sensazione di pienezza, che porto quotidianamente con me.

Virginia Rifilato
Virginia Rifilato
Giornalista, redattrice e copywriter. Direttrice del primo magazine dedicato ai circoli di golf italiani.
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