martedì, 16 Luglio , 2024
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La storia di Homer Kelley e la creazione di “The Golfing Machine”

Il viaggio straordinario di Homer Kelley verso la creazione de “The Golfing Machine” è una storia di passione, perseveranza e scoperta scientifica. In questo articolo, esploreremo la vita di Kelley, la sua transizione dal tennis al golf e il modo in cui la sua curiosità insaziabile lo ha portato a rivoluzionare il modo in cui pensiamo allo swing del golf. Rivivremo il processo di sviluppo di “The Golfing Machine” e la sua influenza duratura sul mondo del golf. Preparatevi a immergervi in una storia affascinante che dimostra il potere dell’innovazione e dell’indagine scientifica nello sport e oltre.

Una passione sfrenata

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La passione di Homer Kelley per il golf non è nata dall’amore per lo sport stesso, ma dalla sua inesauribile curiosità e dal desiderio di comprendere i meccanismi che regolano il perfetto swing nel golf. Il suo viaggio alla scoperta di queste leggi, raccontato dalla defunta moglie Sally Kelley, ci offre uno sguardo affascinante sull’evoluzione del suo pensiero e del suo innovativo sistema, descritto nel libro “Homer Kelley’s Golfing Machine: The Curious Quest That Solved Golf” di Scott Gummer.

Appassionato di tennis cresciuto vicino al Minnehaha Falls State Park in Minnesota, Homer Kelley decise di attraversare gli Stati Uniti con un amico alla ricerca di nuove opportunità di lavoro. Arrivati a Tacoma, Washington, il 29 ottobre 1929, il giorno del crollo del mercato azionario, i due decisero di restare negli Stati Uniti. Fu allora che Homer trovò lavoro come cuoco in una sala da biliardo e venne introdotto al golf dal proprietario del locale, un appassionato giocatore.

L’esperienza alla Boeing

La sua esperienza lavorativa alla Boeing durante la Seconda Guerra Mondiale gli permise di sviluppare ulteriormente le sue competenze nella risoluzione dei problemi e l’insegnamento, mentre il suo incontro con Sally nel 1953 segnò l’inizio della loro vita insieme e della sua dedizione allo studio dello swing del golf. Nel 1960, Homer lasciò il lavoro per concentrarsi a tempo pieno sulla stesura de “The Golfing Machine”, allestendo uno studio nel garage della loro casa a Seattle.

Homer e Sally trascorrevano spesso del tempo insieme in un driving range di fronte all’Università di Washington, dove Homer osservava gli altri giocatori e lavorava sul proprio swing. Queste osservazioni e le domande che poneva ai professionisti del golf contribuirono a consolidare le idee che avrebbero formato la base del suo sistema.

The Golfing Machine: un faro nella notte

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La pubblicazione de “The Golfing Machine” nel 1969 divise il mondo del golf tra scettici e sostenitori. Homer affrontava pazientemente le critiche, spiegando che il suo sistema si basava su principi scientifici comprovati e applicati al golf. Mentre alcuni non erano pronti per un approccio così innovativo, altri divennero seguaci devoti, tra cui alcuni istruttori di golf noti che vennero a casa dei Kelley per imparare direttamente da Homer.

Per soddisfare la crescente domanda di conoscenza del suo sistema, Homer sviluppò un programma di autorizzazione per gli istruttori di golf, che includeva figure di spicco come Ben Doyle, Tommy Tomesello, Alex Sloan, Don Shaw e Larry Aspenson. Sebbene la morte prematura di Homer nel 1983 abbia interrotto la sua diretta supervisione del programma, la sua eredità vive ancora oggi grazie a coloro che continuano a insegnare e applicare i principi de “The Golfing Machine”.

La storia di Homer Kelley e la creazione de “The Golfing Machine” ci mostrano come la dedizione, la curiosità e l’applicazione di principi scientifici possano portare a innovazioni rivoluzionarie e all’espansione della conoscenza in un settore. La sua ricerca instancabile per comprendere e perfezionare lo swing ha aperto la strada a un nuovo modo di pensare all’insegnamento e all’apprendimento del golf, basato su principi meccanici e geometrici piuttosto che su semplici intuizioni e consigli tradizionali.

Nonostante le difficoltà e gli ostacoli incontrati nel corso della sua vita, Kelley ha mantenuto una mente aperta e un approccio scientifico, mettendo in discussione le idee preconcette e cercando risposte razionali ai problemi che osservava nel golf. Il suo legame con la moglie Sally e la loro fede nella Christian Science hanno ulteriormente rafforzato il suo impegno a cercare verità verificabili e principi universali, sia nella vita che nello sport.

L’eredità di Homer Kelley e “The Golfing Machine” continua a vivere attraverso gli istruttori autorizzati e i giocatori di golf che applicano i suoi principi nella pratica e nell’insegnamento. La sua storia è un promemoria del potere dell’innovazione, della perseveranza e della curiosità, e di come la passione per la conoscenza possa trascendere le barriere e portare a scoperte che cambiano il modo in cui percepiamo e interagiamo con il mondo intorno a noi.

Paul Fasciano
Paul Fascianohttp://www.circolodelgolf.it
Paul k. Fasciano è un Mental Coach prestato al mondo del golf e della comunicazione. E' anche Consulente, Editore e Autore. EMCC Ambassador.
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