Dal marzo 2025 Francesco Petitto è il nuovo presidente del Golf Roma Acquasanta, il circolo più antico d’Italia, fondato nel 1903. Con lui abbiamo parlato di programmi, sfide e visione per il futuro di un club che rappresenta la storia e il prestigio del golf italiano. Successore del Presidente Stefano Manca, che abbiamo incontrato in più occasioni anche per le sue inedite interviste a personaggi di spicco del mondo del golf, accogliamo ora con entusiasmo le parole di Francesco Petitto, rinnovato leader che ha già profuso con abbagliante luce il nuovo corso di questo storico e affascinantissimo golf club.
L’intervista al Presidente Petitto
Presidente Petitto, qual è stato il primo passo appena è stato eletto?
«L’Acquasanta ha una storia ultracentenaria e un prestigio riconosciuto a livello mondiale: questo è un grande vantaggio, ma anche una responsabilità. Nulla può essere dato per scontato: il prestigio va celebrato, curato e rigenerato nel tempo. Oggi, nel rispetto della sua tradizione, il Circolo è chiamato a guardare avanti e in questa ottica ho definito un programma che ha alla base proprio la valorizzazione dell’identità storica del club per proiettarlo nel futuro. Sono tre i punti fondamentali del programma: la cura del campo e di tutte le infrastrutture al suo servizio; il rafforzamento della comunità dei soci, che è il vero cuore pulsante del circolo; la comunicazione, che ritengo fondamentale per un progetto che mira a rafforzare l’identità dell’Acquasanta Roma Golf Club come riferimento nazionale e internazionale per il golf di tradizione e di qualità.»
Parliamo del campo, il cuore pulsante del Circolo
Il campo è la vera essenza di un Circolo di Golf. È lo spazio in cui si esprime la nostra passione sportiva, il luogo dove si costruisce la reputazione e l’identità del Club. Il nostro è un bellissimo campo naturale con un manto erboso non in bermuda, più pregiato e resistente, con un tracciato che è un patrimonio storico da preservare. Non ha le dimensioni dei moderni percorsi maschili da tornei internazionali, ma possiede caratteristiche che lo rendono un unicum in Italia e nel mondo. Curarlo, migliorarlo e proteggerlo è per noi una priorità assoluta.

Lei insiste molto anche sul concetto di “community”. Cosa intende?
Il circolo di golf non è solo un luogo dove si pratica uno sport: è la nostra casa comune. È un luogo dove si coltivano relazioni e si condividono passioni. L’attività sociale è parte integrante della vita del Circolo, ed è ciò che lo rende davvero vivo. Per questo, vogliamo rilanciare con forza il Circolo come punto di riferimento per la socialità dei Soci e delle loro famiglie, attraverso l’organizzazione di occasioni di aggregazione e di eventi culturali, come ad esempio la presentazione di libri e concerti di musica classica e contemporanea, come già fatto con grande successo a luglio. In tal senso anche il ristorante deve rappresentare a mio avviso il luogo fondamentale di convivialità tra i Soci, sia a pranzo che a cena, proprio come a casa!
Gli eventi sono anche uno strumento di apertura verso l’esterno?
«Certamente. È un modo, unitamente alle gare con sponsor di prestigio, per permettere a chi non conosce l’Acquasanta di scoprirlo: così si alimenta il ricambio generazionale e si prepara il futuro del Club.»
Partiamo dalla comunicazione: perché è così centrale nel suo programma?
«Nel 2025 comunicare è imprescindibile. Bisogna saper raccontare all’esterno il valore di un club, ma è altrettanto importante comunicare all’interno, fra i soci. L’Acquasanta non è solo un campo da gioco, è una comunità, e questo richiede ascolto, trasparenza e dialogo continuo.»
Il campo rimane però il cuore pulsante del Golf Roma Acquasanta
«Senza dubbio. Il nostro campo, bellissimo e storico, non ha le dimensioni dei moderni percorsi maschili da tornei internazionali, ma possiede caratteristiche uniche: un manto erboso non bermuda, più pregiato e resistente, e un tracciato che è patrimonio da preservare. Curarlo, migliorarlo e proteggerlo è una priorità assoluta, perché rappresenta un unicum in Italia.»


Gli eventi, quindi, sono anche uno strumento di apertura verso l’esterno?
«Esatto. Per l’evento degli ABBA abbiamo posto il limite di due ospiti per socio, altrimenti i numeri sarebbero stati ancora più alti. È fondamentale permettere a chi non conosce l’Acquasanta di scoprirlo: così si alimenta il ricambio generazionale e si prepara il futuro del club per i prossimi cento anni.»
Tutto questo richiede organizzazione e partecipazione. Come pensa di strutturarlo?
«Intanto con il lavoro di tutto il nostro staff che quotidianamente svolge l’attività operativa sotto la supervisione del Presidente e del Consiglio. Ma il Presidente e sei Consiglieri non possono fare tutto. Serve appunto una partecipazione attiva di tutti quei soci che attraverso le loro professionalità vorranno dare un contributo allo sviluppo del Circolo.
E sul fronte sportivo?
«L’attività agonistica, in particolare quella giovanile, rappresenta il fiore all’occhiello di un club. Per questo vogliamo rafforzare e valorizzare l’intera area sportiva partendo dalla ricostituzione di un vivaio di giovanissimi atleti, che in passato ci ha regalato tantissime soddisfazioni. Abbiamo già fissato due appuntamenti storici e di rilievo nazionale: la Coppa d’Oro e il Memorial Pietrino Manca. Abbiamo inoltre già iniziato a lavorare con la Federazione e il Comitato Regionale per porta altri eventi importanti. Investire in questa attività per noi significa rafforzare le radici del Circolo ed alimentare con orgoglio la nostra vocazione sportiva garantendoci la possibilità di attrarre nuovi atleti e nuovi soci in linea con il nostro brand.»
Quali novità attendono i soci nella prossima stagione?
«La più significativa è il progetto di un campo di pitch & putt a 9 buche accanto al campo pratica. Servirà per tutti i soci per allenarsi nel gioco corto, la parte più difficile e importante del golf, ma al tempo stesso consentirà ai nostri giovani atleti di tirare i primi colpi e apprendere quelle fondamentali regole non scritte sui comportamenti da tenere su un campo da golf. Vorremmo illuminarlo per giocare anche la sera: sarebbe il primo pitch & putt illuminato del Lazio. Sarà necessario ottenere l’autorizzazione dell’Ente Parco, ma anche senza luce notturna resterà un passo in avanti decisivo.
In conclusione, quale messaggio vuole lasciare ai soci e al mondo del golf?
«Il processo di miglioramento non si ferma mai. Ogni sforzo che facciamo come comunità ci porta valore, entusiasmo, appartenenza ed un futuro radioso. L’Acquasanta è un patrimonio di tutti noi e va custodito con passione e lungimiranza.»


