lunedì, 8 Dicembre , 2025
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Il golf come rete: l’ambizione nazionale dell’AICG

Un’intervista con Paolo Baroni e Claudio Cannavicci, presidente e vicepresidente dell’Associazione Italiana Commercianti Golfisti (AICG)

Parco de’ Medici Golf Club, Roma – In un’estate romana sospesa tra partenze e caldo torrido, il campo da golf del Parco de’ Medici si è trasformato in un crocevia inaspettato di energia, sport e relazioni professionali. L’occasione: una tappa del circuito organizzato dall’AICG – Associazione Italiana Commercianti Golfisti, una realtà giovane ma sorprendentemente coesa, che sta cercando di trasformare il golf in un terreno fertile per creare connessioni, valorizzare le eccellenze locali e sostenere cause di impatto sociale. Abbiamo incontrato Paolo Baroni, presidente dell’AICG, e il vicepresidente Claudio Cannavicci, nel cuore dell’evento, per farci raccontare la filosofia e il futuro di questa associazione “ibrida”, a cavallo tra passione sportiva e cultura imprenditoriale.


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Un’associazione nata tra amici e bandiere

L’AICG nasce da un’intuizione semplice: creare una comunità che unisca il mondo del commercio alla passione per il golf. Ma dietro questa semplicità si cela un’architettura ben più articolata. Non si tratta di un’associazione sportiva tradizionale, né di un circuito commerciale mascherato da club: l’AICG vuole essere una piattaforma trasversale, dove la pratica sportiva diventa il pretesto per generare connessioni, condividere valori professionali e coltivare relazioni personali di lungo periodo.

La sua particolarità è nell’ampiezza della rete che coinvolge: fanno parte dell’associazione tutti coloro che, in vario modo, sono legati al commercio – venditori, rappresentanti, trasportatori, titolari di negozi – purché abbiano conseguito un handicap e quindi siano abilitati alla partecipazione attiva nelle gare. Accanto a loro, l’AICG accoglie anche soci “tesserati”, che pur non appartenendo al mondo del commercio, desiderano partecipare alla vita dell’associazione e condividere la sua visione.

putting green

Quello di oggi, al Parco de’ Medici, è uno degli eventi più rappresentativi. Non solo perché il campo romano è diventato negli anni la “base logistica” dell’associazione, ma anche per l’inaspettata partecipazione in piena estate: quasi 100 giocatori presenti in un weekend da bollino nero sulle autostrade. Un segnale chiaro che la proposta dell’AICG risponde a un bisogno reale: quello di unire tempo libero e relazioni professionali in un contesto strutturato, ma non rigido; condiviso, ma non esclusivo.

Nel pieno della giornata-evento organizzata al Parco de’ Medici, con Paolo Baroni, presidente dell’AICG, e il suo vice Claudio Cannavicci ci siamo quindi intrattenuti qualche minuto davanti al putting green (infiocchettato per accogliere i partecipanti al torneo e dare loro modo di scaldarsi provando qualche put), per capire da vicino cosa muove questa associazione così particolare. Ne è emerso un dialogo ricco, diretto e informale, che racconta l’AICG per quello che è: una rete viva di relazioni umane e professionali, dove il golf diventa occasione concreta di incontro, scambio e condivisione.

Cominciamo dall’inizio: ci raccontate che cos’è l’AICG?

Claudio Cannavicci: La nostra è un’associazione che comprende tutti coloro che, direttamente o indirettamente, nel corso della propria vita hanno avuto a che fare con il commercio. Con la vendita, insomma: che si tratti di beni o servizi, in modo attivo o anche come esperienza passata. L’abbiamo pensata come un punto d’incontro tra chi fa impresa e chi ama il golf.

Immagine premiazione Parco de Medici 2025 01

Oggi è una giornata importante perché il nostro presidente – che poi è anche sponsor principale con Ottica Baroni – partecipa in doppia veste. Abbiamo allestito il putting green qui al Parco de’ Medici, un allestimento speciale fatto proprio per l’occasione, e messo tutte le nostre vele e bandiere. Rappresentano i nostri sponsor storici, quelli a cui siamo affezionati da anni.

In effetti oggi il Golf Club Parco de’ Medici ha la veste delle grandi occasioni. Togliamoci subito la curiosità: come nasce, concretamente, un’associazione così? Qual è stata la scintilla iniziale?

Baroni: Nasce come nascono molte cose belle: da un gruppo di amici che aveva voglia di stare insieme e condividere momenti belli, ma con qualità. Non solo per passare il tempo, ma per creare qualcosa che durasse. La nostra forza è che proveniamo tutti dal mondo del commercio, ma in modo molto vario: c’è chi ha un punto vendita, chi lavora nella rappresentanza, chi nei trasporti… tutto ciò che fa parte della filiera. È questo che l’associazione racchiude: l’intera filiera del commercio, vista attraverso il golf.


5 MINUTI DI REEL: LA NOSTRA INTERVISTA

Paolo e Claudio ai nostri microfoni

E chi può aderire all’AICG? C’è una selezione?

Baroni: Sono ammessi tutti i giocatori di golf che abbiano già un handicap, quindi che possano partecipare a gare ufficiali. E poi abbiamo previsto anche una categoria più ampia, chiamata “tesserati”, riservata a chi magari non è nel commercio, ma vuole essere coinvolto nella nostra attività. È un modo per aprirsi, ma mantenendo la nostra identità.

Parliamo della gara di oggi. È la prima? Come nasce l’idea di farla qui?

Cannavicci: No, non è la prima: è una delle tante gare che organizziamo. Ma questa ha un valore speciale, anche simbolico. Il Parco de’ Medici è la nostra base logistica, il nostro punto di riferimento. Da qui parte buona parte del nostro lavoro organizzativo. Oggi poi c’è una cura particolare: abbiamo sistemato l’area con le nostre vele, c’è il putting green dedicato… ci teniamo.

Baroni: Io poi ci metto anche qualcosa in più: sono un commerciante, ho un negozio di ottica da quarant’anni, e sono anche uno degli sponsor. Quindi per me, come per altri, c’è un doppio coinvolgimento: come socio e come sostenitore economico. Ed è proprio questo che ci distingue: ci mettiamo la faccia e il cuore, sempre.

Immagine premiazione Parco de Medici 2025 02

C’è stata una bella affluenza, nonostante sia fine luglio. Ve l’aspettavate?

Baroni: In realtà siamo sorpresi. Oggi è il 26 luglio, giornata di partenze, bollino nero in autostrada, caos ovunque… e invece siamo quasi in 100! È un risultato straordinario, per l’ultimo weekend di luglio. Vuol dire che c’è voglia di stare insieme, di partecipare. E che il format funziona.

Eccezionale, effettivamente. Ora raccontateci qualcosa in più sulla formula della gara di oggi

Cannavicci: Certo. Oltre alle classiche categorie, abbiamo introdotto un premio particolare che ci piace molto: il “Nearest to the Line”. È una sfida simpatica, più inclusiva. Consiste nel piazzare la palla il più vicino possibile a una linea ben tracciata sul fairway. Richiede precisione, non forza.

Baroni: Sì, a differenza del longest drive, che è sempre molto ambito ma lo vincono sempre i soliti – i più forti, quelli che tirano più lungo. Invece il Nearest to the Line è più democratico: tutti possono provarci, tutti possono vincere. E in più ci sono anche premi ad estrazione, perché su 100 giocatori, in fondo, ne vincono 4 o 5. Così qualcuno torna a casa con un bel pacchettino e può dire: “ho partecipato, ho vinto”.

Cannavicci: E per tutti gli altri, ci sarà un bel rinfresco, prosecco e cocomero. È estate, e ci piace chiudere con leggerezza. Anche questo fa parte della nostra cultura.

Un’ultima battuta: qual è il futuro dell’AICG? Dove volete arrivare?

Baroni: L’obiettivo è chiaro: espanderci a livello nazionale. Non vogliamo essere un’associazione locale, ma portare il nostro modello in tutte le regioni d’Italia. E magari, tra non molto, organizzare una grande gara nazionale riservata ai commercianti golfisti.

Immagine premiazione Parco de Medici 2025 03

Cannavicci: Il nostro target è ambizioso, sì. Vogliamo rimettere il golfista al centro. Noi non abbiamo scopo di lucro: siamo un’associazione aperta, che collabora anche con enti benefici come la Fondazione Telethon. Abbiamo firmato un accordo per devolvere una parte delle quote d’iscrizione alla ricerca. Sul nostro sito è tutto spiegato. Questo per noi è essenziale: valore sportivo e valore sociale devono camminare insieme.

In poche parole, qual è lo spirito autentico dell’AICG?

Il presidente Paolo Baroni conclude: Quello di accogliere. Vogliamo costruire una rete che ti faccia sentire a casa, che ti invogli a partecipare, che ti motivi. E se poi questo succede su scala nazionale, allora sì, avremo davvero centrato il nostro obiettivo.


📦 Box di contesto

Il ruolo delle associazioni “di categoria trasversale” nel panorama italiano post-pandemico

Negli ultimi anni, l’Italia ha assistito a una silenziosa ma significativa trasformazione nel modo in cui le categorie professionali si aggregano. Accanto alle tradizionali associazioni settoriali (artigiani, commercianti, professionisti), stanno emergendo strutture “trasversali” che uniscono individui accomunati da esperienze lavorative affini, ma provenienti da filiere diverse.

L’AICG – Associazione Italiana Commercianti Golfisti rientra esattamente in questa tendenza. Non è solo un circolo sportivo né un’associazione professionale in senso stretto. È un ibrido che raccoglie persone legate al mondo del commercio in senso ampio (vendita, logistica, rappresentanza, distribuzione), ma le unisce attraverso una passione comune per il golf, trasformando l’attività sportiva in leva relazionale e piattaforma informale di networking.

Dopo la pandemia, molte realtà simili si sono rivelate spazi strategici di “decompressione sociale” e incubatori di nuova collaborazione interprofessionale. In un’epoca di lavoro sempre più fluido, le identità ibride e le reti orizzontali stanno guadagnando terreno rispetto alle forme più verticali e burocratiche. L’AICG – con la sua natura inclusiva, amichevole e orientata alla qualità – può rappresentare un modello replicabile di associazionismo del futuro, dove l’appartenenza nasce da un insieme di valori comuni, non solo da una mansione condivisa.


Il golf: un modello di relazione sociale?

L’intervista ad AICG, nelle sue sfumature più autentiche e persino improvvisate, rivela molto più di un semplice evento sportivo tra amici. In controluce, si coglie il tentativo – ancora embrionale ma consapevole – di ricostruire un tessuto sociale e imprenditoriale a partire da un linguaggio comune: il golf come codice, la condivisione come prassi, l’informalità come collante.

Si tratta sì di svago, ma anche di networking. in questo AICG rappresenta uno dei tanti micro-ecosistemi nati nel post-pandemia per compensare la crescente atomizzazione dei mondi professionali. Il commerciante non è più una figura isolata in una filiera verticale, ma un nodo relazionale all’interno di reti orizzontali dove sport, beneficenza, territorio e impresa si intrecciano. In questo senso, l’associazione si candida – se saprà strutturarsi – a diventare un laboratorio nazionale di relazione civica tra pari, fondato su tre pilastri: riconoscimento reciproco, fiducia informale, e un obiettivo condiviso di qualità. È un tipo di capitale sociale che le istituzioni tradizionali non sono più in grado di generare da sole. L’ambizione di espandersi a livello nazionale, e di includere anche tesserati “non del mestiere”, testimonia una visione che ha capito i limiti delle categorie chiuse e cerca di contaminarle con una nuova idea di partecipazione.

Il merito di questa intuizione – tanto semplice quanto dirompente – va in gran parte a chi oggi regge il timone dell’AICG. Paolo Baroni e Claudio Cannavicci, con stili diversi ma un’identica capacità di leggere lo spirito del tempo, hanno saputo trasformare una passione sportiva in infrastruttura relazionale, costruendo un contesto dove il rispetto, la leggerezza e il senso pratico convivono senza forzature.

Il loro impegno non si traduce in proclami o manifesti programmatici, ma in gesti concreti: nell’accoglienza discreta, nella qualità dei dettagli, nella regia di una comunità che cresce senza snaturarsi. È questo il vero patrimonio che stanno generando: non solo eventi riusciti, ma connessioni di lungo periodo, fondate su un’idea di appartenenza che non chiede qualifiche ma adesione a valori condivisi.

Paul Fasciano
Paul Fascianohttp://www.circolodelgolf.it
Paul k. Fasciano è un Mental Coach prestato al mondo del golf e della comunicazione. E' anche Consulente, Editore e Autore. EMCC Ambassador.
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