venerdì, 23 Febbraio , 2024
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La chiusura del Golf Club Augusto Fava e il futuro del golf, non solo a Cento

La recente chiusura del Golf Club Augusto Fava segna la fine di un capitolo significativo nella storia sportiva di Cento. Dopo 37 anni di attività, il club ha chiuso i battenti a causa di difficoltà economiche e un mancato ricambio generazionale. Questo evento non solo colpisce i cento soci ancora attivi ma solleva interrogativi sul futuro del golf nella regione. In questo articolo, esamineremo l’impatto di questa chiusura e le prospettive future per gli appassionati di golf a Cento.

La storia del Golf Club Augusto Fava: trentasette anni di passione

Fondato nel 1986, il Golf Club Augusto Fava ha radici profonde nella comunità di Cento. Nato dalla passione e dall’iniziativa del suo primo presidente, Augusto Fava, e di un gruppo di appassionati, il club ha iniziato con un modesto campo di tre buche. Con il tempo, grazie all’impegno dei soci, il club si è espanso fino a diventare un percorso a nove buche, ottenendo un rating ufficiale dalla Federazione Italiana Golf. Oltre al percorso principale, il club offriva un campo pratica, un pitching green e due putting green, contribuendo significativamente all’introduzione al golf di centinaia di giocatori nella regione.

Le parole del presidente Paolo Montanari e del consigliere Gianni Fava: “Con profondo rammarico, l’Associazione Sportiva Dilettantistica Augusto Fava sta concludendo le sue attività, a causa di sempre maggiori difficoltà economiche, con un processo di liquidazione tuttora in corso. Siamo consapevoli dell’impatto positivo che l’associazione ha avuto sulla comunità in questi 37 anni, introducendo al golf centinaia di giocatori e divenendo fiore all’occhiello della nostra città. Le attività dell’associazione sono cessate ufficialmente il 31 dicembre 2023 e stiamo ora procedendo alla liquidazione di quanto dovuto. È un momento difficile per noi. Auspichiamo che in futuro possano sorgere iniziative in grado di far rinascere l’attività golfistica”.

L’Impatto della chiusura: un vuoto per la comunità di Cento

Il vicesindaco di Cento, Vito Salatiello, ha voluto commentare la notizia così: “Eravamo a conoscenza della situazione, dovuta anche al ricambio generazionale che incolpevolmente non è avvenuto, e non c’era più il sostegno di soci. E’ un dispiacere quando un pezzo di storia viene a mancare”. Ora soci e frequentatori del club dovranno andare verso Bologna per giocare a golf.

La chiusura del Golf Club Augusto Fava lascia quindi un vuoto nella comunità sportiva e culturale di Cento, e un senso di dispiacere in tutta la comunità golfistica italiana. Come ogni club, infatti, anche questo non era solo un luogo per praticare lo sport, ma un punto di incontro sociale e di scambio culturale.

Il Golf Italiano: innovazione o fallimento?

Il panorama del golf italiano sta affrontando sfide simili a quelle che hanno portato alla chiusura del Golf Club Augusto Fava. Per mantenere la vitalità di questo sport, i club oggi sono chiamati ad adattarsi alle esigenze di un pubblico più giovane e diversificato come già succede in altri Paesi dove il golf è molto più famoso e giocato.

Perché da noi si gioca a golf così poco? Il golf in Italia affronta una sfida di accessibilità e immagine elitaria. Al contrario di altri sport, l’approccio al golf richiede spesso corsi con maestri professionisti e il superamento di un esame per ottenere l’handicap. Questa barriera iniziale potrebbe essere abbattuta con l’introduzione di tecnologie innovative e programmi di avviamento, in particolare per i giovani. Simulazioni digitali e piattaforme interattive potrebbero rendere il golf più accessibile e invitante, rompendo l’aura di esclusività che lo circonda. L’adozione di tali misure non solo potrebbe rinvigorire i club esistenti, ma anche stimolare la creazione di nuovi spazi pubblici dedicati al golf in Italia, rendendo lo sport più inclusivo e rappresentativo della società contemporanea.

Alcune riflessioni finali

La storia e la chiusura del Golf Club Augusto Fava riflettono i cambiamenti più ampi nella società e nello sport. Come il golf in generale, molti sport tradizionali stanno affrontando la necessità di rinnovarsi per rimanere rilevanti. La chiusura di questo club può essere vista come un promemoria della necessità di evolversi e di rispondere alle mutevoli esigenze del pubblico. Guardando al futuro, il golf italiano ha l’opportunità di ridefinirsi, diventando un’attività più inclusiva e rappresentativa del tessuto sociale contemporaneo, mantenendo al contempo il suo ricco patrimonio e le sue tradizioni.

Paul Fasciano
Paul Fascianohttp://www.circolodelgolf.it
Paul k. Fasciano è un Mental Coach prestato al mondo del golf e della comunicazione. E' anche Consulente, Editore e Autore. EMCC Ambassador.
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